Le gasse al tocco di…. Carciofi!

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Per il sugo: prendiamo 6 bei carciofi possibilmente di Albenga e, dopo averli puliti e privati della barba che si forma all’interno, li tagliamo a striscioline e li mettiamo a cuocere in un tegame con un filo di olio evo .

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Portovenere ti ho negli occhi!

Portovenere ti ho negli occhi.

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Camminare nei stretti carruggi, guardare le barche legate ai moli e immaginare gli antichi scontri tra pirati e Saraceni.

Affacciarsi all’entrata per la Grotta di Byron e rimanere rapiti da un intenso color turchese e trovare ispirazione per un pensiero o anche solo per crogiolarsi nei ricordi. Oppure provare a riporre le proprie speranze in quell’azzurro mare.

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Torta Pasqualina Zeneize

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A torta pasqualinn-a l’è de Zena!

Il segreto di una buona torta pasqualina è la freschezza degli ingredienti e il vino con cui si beve! Assolutamente consigliato il classivo Vermentino ligure, secco e profumato con il giusto grado di sapidità.  Il vero punto forte di questa pietanza è che è facile da preparare ed è ottima anche fredda ( personalmente la preferisco!). Di seguito la ricetta:

 

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Ingredienti

Per la pasta sfoglia:
-475 gr di farina
-500 gr di burro
-300 ml di acqua
-sale

Per il ripieno:
-5 carciofi d’Albenga
-100 gr di ricotta

-1 spicchio d’aglio
-1 bicchiere di vino bianco
-30 ml di latte
-100 gr di parmigiano
-2 uova intere + 1 tuorlo
-olio extravergine d’oliva

Tagliate il gambo e fate in quattro la testa dei carciofi, eliminando con il coltello la peluria interna. Poi affettate finemente ogni quarto per ottenere delle fettine sottili. Mettete una padella sul fuoco con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio. Lasciate insaporire per pochi minuti e poi mettete dentro i carciofi. Sfumateli con un bicchiere di vino bianco e aggiustate di sale.Una volta sfumato il vino aggiungete mezzo bicchiere d’acqua e fate cuocere a fuoco basso per una decina di minuti con il coperchio, di modo che i carciofi si stufino a modino.

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Lerici e…..Il Fagolo!

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Quando ho conosciuto Lerici per la prima volta me ne sono innamorata. All’istante.

Non appena mi sono affacciata fuori dalla macchina la cosa che mi ha fatto rimanere senza fiato è stato il profumo dei pini; l’orizzonte del mare; l’infrangersi delle onde senza neppur vedere la battigia che la costa precipita.

E’ un vero spettacolo della natura.

Località marina quindi, nei molti ristorantini presenti, si gusta dell’ottimo pesce, e la carne? Assolutamente si.

In pieno centro storico in Piazza Mottino, proprio dietro la centrale Piazza Garibaldi si trova “IL FAGOLO”.

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La location è la prima cosa che colpisce, decisamente accattivante.

Attenzione, gentilezza e passione per la cucina è ciò che emerge dopo aver chiacchierato con la proprietaria nonché cuoca. Il cibo è preparato con ingredienti assolutamente freschi e le materie prime trattate con rispetto e delicatezza. La presentazione dei piatti è sobria ed elegante e buona è la carta dei vini.

Assolutamente consigliato.

 

 

Brandacujun

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Baccalà e stoccafisso sono due capisaldi della cucina ligure, questo si sa. Ma in realtà sono un po’ comuni a molte cucine, italiane e non, tanto che capita che venga contesa la paternita’ di qualche piatto. Uno di questi piatti è la “Brandade di stoccafisso” o “brandade de morue”, per dirla alla francese, appunto di presunta origine provenzale. Presunta perche’ in Liguria, nel ponente per la precisione, lo stesso piatto esiste da tempi lontani e prende il nome più prosaico di “Stoccafisso alla Brandacujun”, dove:

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