Bagna Caoda

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Ingredienti

  • 12 acciughe
  • 12 spicchi d’aglio ( senz’anima! )
  • ½ l di olio evo
  • 200 g di burro
  • verdure miste ( sia crude che cotte )
  • uova

 

Procedimento

Innanzitutto le acciughe devono esse le “rosse di Spagna”, stagionate almeno un anno, appena dissalate e lavate in acqua e vino.

L’aglio una volta privato dell’anima va tagliato a fettine sottili e fatto riposare in un recipiente con acqua fredda. Dopo questo passaggio fatelo andare in un tegame con il burro ( a cottura molto lenta! ) fino a che non si sarà sciolto. A questo punto aggiungere l’olio evo a cui precedentemente avete infuso le acciughe sminuzzate. La cottura deve continuare a fuoco molto dolce fino a che la salsa non raggiunge una consistenza omogenea di colore marrone chiaro.

Le verdure da intingere vanno un pochino a piacere come ad esempio i peperoni crudi, arrostiti e sott’aceto, topinambour, cardi, cipolle al forno, cavolfiori… ma mi raccomando di evitare quelli troppo profumati come sedano, finocchi e rapanelli. Ovviamente potete anche intingerci dei bei tocchetti di polenta arrosto.

Per terminare la salsa del proprio recipiente di terracotta si è soliti strapazzarci delle uova fresche.

Mi raccomando bevete un buon rosso robusto. Consiglio un Barbera d’Asti.

Enjoy!

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Impariamo a friggere!

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La prima cosa da considerare quando si frigge è la scelta dell’olio da utilizzare.

La principale caratteristica che differenzia un olio dall’altro è il diverso grado di punto di fumo. Il punto di fumo è la temperatura oltre la quale l’olio brucia divenendo tossico.

Questi sono i punti di fumo dei principali oli in commercio:

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Purpu alla Pignata…!

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Lu purpu se cucina cu l’acqua soa stessa..citano i Salentini! Espressione che si riferisce sia al noto pesce tentacoloso di cui il Mar Mediterraneo è ricco, sia al locale modo di definire una persona che piuttosto che ascoltare i consigli di altri preferisce sbagliare da sola!

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Le tagliatelle di Maria col ragù Calabrese

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Ora. Porto Antico, Genova. Seduta ad assaporare un po di sole. La mia vicina di posto, filippina, lavora con zelo al suo maglione di cotone biancopanna. Non vedo più niente. Né passanti, né battelli. Vedo solo le sue mani che rapide sferruzzano. E cado nella mia infanzia, nei lunghi pomeriggi in cui, sedute in cucina, io e la mia mamma creavamo: io, accovacciata sulle ginocchia davanti al tavolo da pranzo, preparavo le tagliatelle,

 

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Torta Pasqualina Zeneize

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A torta pasqualinn-a l’è de Zena!

Il segreto di una buona torta pasqualina è la freschezza degli ingredienti e il vino con cui si beve! Assolutamente consigliato il classivo Vermentino ligure, secco e profumato con il giusto grado di sapidità.  Il vero punto forte di questa pietanza è che è facile da preparare ed è ottima anche fredda ( personalmente la preferisco!). Di seguito la ricetta:

 

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Ingredienti

Per la pasta sfoglia:
-475 gr di farina
-500 gr di burro
-300 ml di acqua
-sale

Per il ripieno:
-5 carciofi d’Albenga
-100 gr di ricotta

-1 spicchio d’aglio
-1 bicchiere di vino bianco
-30 ml di latte
-100 gr di parmigiano
-2 uova intere + 1 tuorlo
-olio extravergine d’oliva

Tagliate il gambo e fate in quattro la testa dei carciofi, eliminando con il coltello la peluria interna. Poi affettate finemente ogni quarto per ottenere delle fettine sottili. Mettete una padella sul fuoco con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio. Lasciate insaporire per pochi minuti e poi mettete dentro i carciofi. Sfumateli con un bicchiere di vino bianco e aggiustate di sale.Una volta sfumato il vino aggiungete mezzo bicchiere d’acqua e fate cuocere a fuoco basso per una decina di minuti con il coperchio, di modo che i carciofi si stufino a modino.

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