Ciàvuru di Sicilia!

Ciàvuru di Sicilia!

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Da qualche parte ho letto che le memorie hanno numerose qualità inusuali, per esempio non si trovano sotto forma di ricordi accessibili verbalmente perché molto spesso vengono immagazzinate in una zona del cervello dove non possono essere recuperati se non sotto forma di sensazioni vivide e a volte di immagini.

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Maggio 2015

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Quando la Primavera esplode in Calabria ( e non solo! ) gli orti ci fanno assaporare le prime fave. Legume a calorie quasi zero, quindi ragazze… diamo il via all’abbuffata! Le primizie sono un ottimo spuntino da mangiucchiare con del sardo fresco o del salame locale in compagnia di amici e familiari durante una bella scampagnata o anche prima del classico pranzo a casa. Con due chiacchiere e un buon bicchiere di vino il gusto vince. Per il focus di questo mese ho deciso per le fave perché mi riporta a quando ero bambina. Seduta sull’atrio della porta finestra che dava sul giardino accanto alla mia nonna, invece appollaiata su una seggiolina che oggi utilizzerebbero solo i bambini, sopportavo quella che per me all’epoca era una vera e propria punizione: il rito dello sbuccio! Mammina come lo odiavoooooo! Mi sembrava tempo sprecato mentre oggi non farei altro… che paradosso J

Voglio dunque proporvi le mitiche “Lasagnette con le fave di Nonna Mena”, spero gradiate.

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Le gasse al tocco di…. Carciofi!

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Per il sugo: prendiamo 6 bei carciofi possibilmente di Albenga e, dopo averli puliti e privati della barba che si forma all’interno, li tagliamo a striscioline e li mettiamo a cuocere in un tegame con un filo di olio evo .

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Portovenere ti ho negli occhi!

Portovenere ti ho negli occhi.

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Camminare nei stretti carruggi, guardare le barche legate ai moli e immaginare gli antichi scontri tra pirati e Saraceni.

Affacciarsi all’entrata per la Grotta di Byron e rimanere rapiti da un intenso color turchese e trovare ispirazione per un pensiero o anche solo per crogiolarsi nei ricordi. Oppure provare a riporre le proprie speranze in quell’azzurro mare.

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Lerici e…..Il Fagolo!

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Quando ho conosciuto Lerici per la prima volta me ne sono innamorata. All’istante.

Non appena mi sono affacciata fuori dalla macchina la cosa che mi ha fatto rimanere senza fiato è stato il profumo dei pini; l’orizzonte del mare; l’infrangersi delle onde senza neppur vedere la battigia che la costa precipita.

E’ un vero spettacolo della natura.

Località marina quindi, nei molti ristorantini presenti, si gusta dell’ottimo pesce, e la carne? Assolutamente si.

In pieno centro storico in Piazza Mottino, proprio dietro la centrale Piazza Garibaldi si trova “IL FAGOLO”.

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La location è la prima cosa che colpisce, decisamente accattivante.

Attenzione, gentilezza e passione per la cucina è ciò che emerge dopo aver chiacchierato con la proprietaria nonché cuoca. Il cibo è preparato con ingredienti assolutamente freschi e le materie prime trattate con rispetto e delicatezza. La presentazione dei piatti è sobria ed elegante e buona è la carta dei vini.

Assolutamente consigliato.

 

 

A giro per Lucca!

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Conosco una terra dove poeti, pittori santi e naviganti ne han fatto la storia.

Potrei farvi indovinare di quale terra di mezzo noi si stia parlando, e potrei darvi un indizio narrando che è la terra in cui avanzano le “c”.   Non ne fanno uso, troncano frasi e fanno del fragore un suono inscindibile da quella terra come un suono di piatti, di bicchieri che tintinnano, come il suono della forchetta che incontra il piatto.

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Ma non vi darò alcun indizio….solo una parola: Garmugia!

Nota, non nota, per certi versi ai più sconosciuta, a me sconosciuta…… fino al giorno in cui a Lucca, quella famosa terra di mezzo dove le “c” non ci sono, da “Gigi”, all’interno delle mura… in piena Piazza del Carmine me ne sono innamorata.

Si tratta di una pietanza molto antica che i Lucchesi cucinano e mangiano solo in Primavera perché solo coi prodotti freschi e di stagione va fatta.

Di seguito potete trovare la ricetta, spero ne veniate rapiti come me.

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Ingredienti per 2 persone:

1 etto di fave

1 etto di asparagi scottati

1 etto di piselli

1 carciofo

1/2 etto di pancetta toscana

1/2 cipolla rossa

400 ml di brodo vegetale

olio evo

sale e pepe q.b.

Crostini di pane

 

Preparazione:

Tritare la mezza cipolla e tagliare a dadini la pancetta di suino.

Mettere a rosolare con un filo d’olio evo in un tegame sul fuoco. Quando cipolla e pancetta iniziano a dorarsi aggiungere le verdure (piselli, fave, carciofi e asparagi) mondate e tagliate a pezzetti. Versare lentamente il brodo vegetale, mescolando il tutto.

Coprire con un coperchio e far cuocere a fuoco basso per circa un’ora.

Prendere una parte delle verdure, circa un terzo e frullarle, poi riaggiungerle a quelle in cottura.

Salare e pepare la zuppa, cuocere ancora per pochi minuti.

Impiattate con qualche crostino dorato!

Ovviamente senza la pancetta toscana diventa un ottimo piatto vegetariano!

 

Enjoy!