Questo mese ho deciso di dedicare il mio articolo al pescato.
E Giugno è un buonissimo mese per acquistare il Dentice. Pesce ricco di proprietà nutritive e di gusto e diciamolo…. in periodi di grossa pesca… il portafogli ne guadagna J
Questo mese ho deciso di dedicare il mio articolo al pescato.
E Giugno è un buonissimo mese per acquistare il Dentice. Pesce ricco di proprietà nutritive e di gusto e diciamolo…. in periodi di grossa pesca… il portafogli ne guadagna J
Quando la Primavera esplode in Calabria ( e non solo! ) gli orti ci fanno assaporare le prime fave. Legume a calorie quasi zero, quindi ragazze… diamo il via all’abbuffata! Le primizie sono un ottimo spuntino da mangiucchiare con del sardo fresco o del salame locale in compagnia di amici e familiari durante una bella scampagnata o anche prima del classico pranzo a casa. Con due chiacchiere e un buon bicchiere di vino il gusto vince. Per il focus di questo mese ho deciso per le fave perché mi riporta a quando ero bambina. Seduta sull’atrio della porta finestra che dava sul giardino accanto alla mia nonna, invece appollaiata su una seggiolina che oggi utilizzerebbero solo i bambini, sopportavo quella che per me all’epoca era una vera e propria punizione: il rito dello sbuccio! Mammina come lo odiavoooooo! Mi sembrava tempo sprecato mentre oggi non farei altro… che paradosso J
Voglio dunque proporvi le mitiche “Lasagnette con le fave di Nonna Mena”, spero gradiate.
Ingredienti
Ora. Porto Antico, Genova. Seduta ad assaporare un po di sole. La mia vicina di posto, filippina, lavora con zelo al suo maglione di cotone biancopanna. Non vedo più niente. Né passanti, né battelli. Vedo solo le sue mani che rapide sferruzzano. E cado nella mia infanzia, nei lunghi pomeriggi in cui, sedute in cucina, io e la mia mamma creavamo: io, accovacciata sulle ginocchia davanti al tavolo da pranzo, preparavo le tagliatelle,
A torta pasqualinn-a l’è de Zena!
Il segreto di una buona torta pasqualina è la freschezza degli ingredienti e il vino con cui si beve! Assolutamente consigliato il classivo Vermentino ligure, secco e profumato con il giusto grado di sapidità. Il vero punto forte di questa pietanza è che è facile da preparare ed è ottima anche fredda ( personalmente la preferisco!). Di seguito la ricetta:
Ingredienti
Per la pasta sfoglia:
-475 gr di farina
-500 gr di burro
-300 ml di acqua
-sale
Per il ripieno:
-5 carciofi d’Albenga
-100 gr di ricotta
-1 spicchio d’aglio
-1 bicchiere di vino bianco
-30 ml di latte
-100 gr di parmigiano
-2 uova intere + 1 tuorlo
-olio extravergine d’oliva
Tagliate il gambo e fate in quattro la testa dei carciofi, eliminando con il coltello la peluria interna. Poi affettate finemente ogni quarto per ottenere delle fettine sottili. Mettete una padella sul fuoco con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio. Lasciate insaporire per pochi minuti e poi mettete dentro i carciofi. Sfumateli con un bicchiere di vino bianco e aggiustate di sale.Una volta sfumato il vino aggiungete mezzo bicchiere d’acqua e fate cuocere a fuoco basso per una decina di minuti con il coperchio, di modo che i carciofi si stufino a modino.
Quando ho conosciuto Lerici per la prima volta me ne sono innamorata. All’istante.
Non appena mi sono affacciata fuori dalla macchina la cosa che mi ha fatto rimanere senza fiato è stato il profumo dei pini; l’orizzonte del mare; l’infrangersi delle onde senza neppur vedere la battigia che la costa precipita.
E’ un vero spettacolo della natura.
Località marina quindi, nei molti ristorantini presenti, si gusta dell’ottimo pesce, e la carne? Assolutamente si.
In pieno centro storico in Piazza Mottino, proprio dietro la centrale Piazza Garibaldi si trova “IL FAGOLO”.
La location è la prima cosa che colpisce, decisamente accattivante.
Attenzione, gentilezza e passione per la cucina è ciò che emerge dopo aver chiacchierato con la proprietaria nonché cuoca. Il cibo è preparato con ingredienti assolutamente freschi e le materie prime trattate con rispetto e delicatezza. La presentazione dei piatti è sobria ed elegante e buona è la carta dei vini.
Assolutamente consigliato.
Conosco una terra dove poeti, pittori santi e naviganti ne han fatto la storia.
Potrei farvi indovinare di quale terra di mezzo noi si stia parlando, e potrei darvi un indizio narrando che è la terra in cui avanzano le “c”. Non ne fanno uso, troncano frasi e fanno del fragore un suono inscindibile da quella terra come un suono di piatti, di bicchieri che tintinnano, come il suono della forchetta che incontra il piatto.
Ma non vi darò alcun indizio….solo una parola: Garmugia!
Nota, non nota, per certi versi ai più sconosciuta, a me sconosciuta…… fino al giorno in cui a Lucca, quella famosa terra di mezzo dove le “c” non ci sono, da “Gigi”, all’interno delle mura… in piena Piazza del Carmine me ne sono innamorata.
Si tratta di una pietanza molto antica che i Lucchesi cucinano e mangiano solo in Primavera perché solo coi prodotti freschi e di stagione va fatta.
Di seguito potete trovare la ricetta, spero ne veniate rapiti come me.
Ingredienti per 2 persone:
1 etto di fave
1 etto di asparagi scottati
1 etto di piselli
1 carciofo
1/2 etto di pancetta toscana
1/2 cipolla rossa
400 ml di brodo vegetale
olio evo
sale e pepe q.b.
Crostini di pane
Preparazione:
Tritare la mezza cipolla e tagliare a dadini la pancetta di suino.
Mettere a rosolare con un filo d’olio evo in un tegame sul fuoco. Quando cipolla e pancetta iniziano a dorarsi aggiungere le verdure (piselli, fave, carciofi e asparagi) mondate e tagliate a pezzetti. Versare lentamente il brodo vegetale, mescolando il tutto.
Coprire con un coperchio e far cuocere a fuoco basso per circa un’ora.
Prendere una parte delle verdure, circa un terzo e frullarle, poi riaggiungerle a quelle in cottura.
Salare e pepare la zuppa, cuocere ancora per pochi minuti.
Impiattate con qualche crostino dorato!
Ovviamente senza la pancetta toscana diventa un ottimo piatto vegetariano!
Enjoy!