A giro per Lucca!

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Conosco una terra dove poeti, pittori santi e naviganti ne han fatto la storia.

Potrei farvi indovinare di quale terra di mezzo noi si stia parlando, e potrei darvi un indizio narrando che è la terra in cui avanzano le “c”.   Non ne fanno uso, troncano frasi e fanno del fragore un suono inscindibile da quella terra come un suono di piatti, di bicchieri che tintinnano, come il suono della forchetta che incontra il piatto.

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Ma non vi darò alcun indizio….solo una parola: Garmugia!

Nota, non nota, per certi versi ai più sconosciuta, a me sconosciuta…… fino al giorno in cui a Lucca, quella famosa terra di mezzo dove le “c” non ci sono, da “Gigi”, all’interno delle mura… in piena Piazza del Carmine me ne sono innamorata.

Si tratta di una pietanza molto antica che i Lucchesi cucinano e mangiano solo in Primavera perché solo coi prodotti freschi e di stagione va fatta.

Di seguito potete trovare la ricetta, spero ne veniate rapiti come me.

garmugia classica

 

Ingredienti per 2 persone:

1 etto di fave

1 etto di asparagi scottati

1 etto di piselli

1 carciofo

1/2 etto di pancetta toscana

1/2 cipolla rossa

400 ml di brodo vegetale

olio evo

sale e pepe q.b.

Crostini di pane

 

Preparazione:

Tritare la mezza cipolla e tagliare a dadini la pancetta di suino.

Mettere a rosolare con un filo d’olio evo in un tegame sul fuoco. Quando cipolla e pancetta iniziano a dorarsi aggiungere le verdure (piselli, fave, carciofi e asparagi) mondate e tagliate a pezzetti. Versare lentamente il brodo vegetale, mescolando il tutto.

Coprire con un coperchio e far cuocere a fuoco basso per circa un’ora.

Prendere una parte delle verdure, circa un terzo e frullarle, poi riaggiungerle a quelle in cottura.

Salare e pepare la zuppa, cuocere ancora per pochi minuti.

Impiattate con qualche crostino dorato!

Ovviamente senza la pancetta toscana diventa un ottimo piatto vegetariano!

 

Enjoy!

 

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Paccheri fritti

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Sgranocchiarlo per SpaccaNapoli è stata una vera goduria. Ma ammettiamolo un vero concentrato di  calorie. Ma sono dell’idea che certe cose vanno fritte punto e basta!  Qui di seguito una piccola rivisitazione di uno stuzzichino che io ho adorato e quella che ne segue, dunque, non rappresenta una vera e propria ricetta perchè di una semplicità estrema…….!

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Arancine di Riso della tradizione

arancino

Arancini o Arancine??? Decidetelo Voi… Giocate con la forma e quindi potrete decidere come chiamarle! Palermo e dintorni preferiscono la forma tonda quindi “Arancine”… nella zona di Messina si preferisce invece il cono quindi “Arancini”.  Una piccola curiosità è che l’arancino si mangia  dalla base e non dalla punta, proprio come se steste impugnando un cono gelato  🙂

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