Baccalà e stoccafisso sono due capisaldi della cucina ligure, questo si sa. Ma in realtà sono un po’ comuni a molte cucine, italiane e non, tanto che capita che venga contesa la paternita’ di qualche piatto. Uno di questi piatti è la “Brandade di stoccafisso” o “brandade de morue”, per dirla alla francese, appunto di presunta origine provenzale. Presunta perche’ in Liguria, nel ponente per la precisione, lo stesso piatto esiste da tempi lontani e prende il nome più prosaico di “Stoccafisso alla Brandacujun”, dove:
Bocconcini di pollo all’arancia e rosmarino aromatizzati alla liquirizia
Da sempre la liquirizia ha costituito per la Calabria una potenziale ricchezza, ma soltanto con l’intervento del Duca di Corigliano, che impiantò la prima fabbrica del genere (1715), agli albori dell’industrializzazione, essa divenne una fonte reale di progresso economico.
Altre aziende sorsero sempre nel 1700 e sempre nella Sibaritide, ad opera di nobili e ricche famiglie: Amarelli (1731), Abenante (divenuta poi Martucci nel 1808) e Labonia nel territorio del comune di Rossano e Castriota-Scanderbeg (divenuta poi Solazzi) in quello di Corigliano.
Febbraio 2015
LE BUGIE
Le bugie o chiacchiere sono conosciute con nomi differenti nelle diverse regioni italiane:
- bugie (Genova, Torino, Asti, Imperia, Savona), italianizzazione del ligure böxie;
- cenci o crogetti (Prato Firenze Toscana );
- strufoli o melatelli (se con miele) zona Grosseto, Massa Marittima (Toscana);
- chiacchiere (Basilicata, Sicilia, Campania, Lazio, Alto Sangro nell’Abruzzo meridionale, Molise, Umbria, Puglia, Calabria, a Milano, La Spezia, Massa, Carrara, Sassari e Parma);
- cioffe (Sulmona, centro Abruzzo);
- cróstoli o cróstołi o gròstoi o grustal (Ferrara, Imperia, Rovigo, Vicenza, Treviso, Trentino, Friuli, Venezia Giulia);
- cunchiell’ o qunchiell (Molise);
- fiocchetti (Montefeltro e Rimini);
- frappe (Roma, Viterbo, Perugia e Ancona);
- gałàni o sosole (Venezia, Verona, Padova);
- gale o gali (Vercelli, Bassa Vercellese), Novarese e Barenghese;
- gasse (Basso Alessandrino);
- guanti (Alife, Caserta);
- gròstoi o grostoi (Trento);
- intrigoni (Reggio Emilia);
- lattughe o latǖghe (Mantova);
- maraviglias (Sardegna);
- merveilles[3] (Valle d’Aosta);
- rosoni o sfrappole (Modena, Bologna, Romagna);
- galarane (Bergamo)
- saltasù (Brescia);
- sfrappe (Marche);
- sfrappole (Bologna);
- sprelle (Piacenza);
- risòle (Cuneo e sud del Piemonte);
- “nacatole”(Calabria);
- e ancora stracci, lasagne, pampuglie, manzole, garrulitas.
Pesce spada alla Siciliana
Come oramai Vi è noto io sono meridionale, Calabrese per la precisione. Ma nelle mie vene scorre parte di sangue Siciliano. Della Sicilia amo tante cose….
Polipetti in umido con capperi e sedano bianco
Viene pescato in tutto il Mediterraneo, dove si trovano principalmente due specie: il polpo di scoglio, più pregiato e prelibato, e quello di sabbia, denominato moscardino, di dimensioni più piccole (raggiunge a malapena i 50 grammi), riconoscibile perchè ha una sola fila di ventose sui tentacoli rispetto al polpo di scoglio che ne ha due.
Tortino di Alici…di casa mia!
Strudel Trentino
Lo Strudel è un dolce a pasta arrotolata o ripiena che può essere dolce o salata, ma nella sua versione più conosciuta è dolce a base di mele, pinoli, uvetta e cannella. In Italia tradizionalmente viene preparato nelle terre che un tempo erano sotto la dominazione austro-ungarica, principalmente Trentino-Alto Adice, Veneto e Friuli Venezia Giulia. In Trentino in particolare una zona dove vi è una particolare tradizione, data anche la presenza di coltivazioni di mele DOP, è la Val di Non. Qui si prepara con mele di tipo Golden Delicious sia perché si trova in ogni stagione ma anche perché zuccherine e in grado di tenere la cottura, mantenendo allo stesso tempo la morbidezza.







