Pasta Stroncatura – Originaria della Piana di Gioia Tauro

Origini

Molti dei prodotti calabresi, ormai famosi in tutto il mondo, derivano dalla fantasia che la miseria, in tempi non lontani, apportava alle famiglie calabresi per sfamarsi cercando di riutilizzare tutto ciò che i Coloni terrieri non pretendevano dagli agricoltori. Ne è un eccellente esempio l’Nduja o la Stroncatura Calabrese della quale Vi parlo oggi.

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Gennaio 2015

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La “Cassoeula

Il piatto, così come viene preparato, nasce all’inizio del XX secolo, ma le sue varianti più antiche sono di origine incerta e controversa. Probabilmente, il piatto deriva ed è legato alla ritualità del culto popolare di Sant’Antonio abate, festeggiato il 17 gennaio, data che segnava la fine del periodo delle macellazioni dei maiali. I tagli di carne utilizzati per la cassoeula erano quelli più economici e avevano lo scopo di insaporire la verza, elemento invernale basilare della cucina contadina lombarda nei secoli scorsi. Ciò ha fatto presumere ad alcuni storici che il piatto sia nato da aggregazione successiva di ingredienti intorno al nucleo di verza e maiale, altri ipotizzano invece che il piatto originario, di origine barocca, prevedesse l’utilizzo di diversi tipi di carne e vi sia stata una successiva semplificazione e riduzione di ingredienti. È anche ritenuto plausibile che i due piatti, la versione “povera” e la versione “ricca”, avessero origine diversa e nel tempo vi sia stata una sorta di convergenza che ha portato al piatto come è attualmente conosciuto.

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Dicembre 2014

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Le susumelle (o pitte San Martino) sono un dolce tipico Calabrese tipicamente natalizio. Sono “biscottini di pasta dolce” che vengono usualmente accompagnati con vino dolce come lo zibibbo o il limoncello.

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Novembre 2014

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Fave dei Morti

Ingredienti e procedimento:

  • 200 g di mandorle dolci tritate
  • 100 g di farina bianca tipo 00
  • 100 g di zucchero o zucchero a velo
  • 2 albumi
  • scorza di limone o di arancia grattugiata

Per prima cosa si mescola la farina con le mandorle tritate, fino ad ottenere un composto omogeneo, poi si uniscono lo zucchero e i due albumi e si continua ad impastare, se necessario si può aggiungere un goccino di grappa o di brandy per rendere il composto più morbido. Infine si unisce la scorza del limone o dell’arancia per aromatizzare e si formano delle piccole palle di impasto che andranno un po’ schiacciate come a formare delle fave. Si mettono su una teglia e si cuociono in forno a 170°C per 20 minuti. Una volta tolte si lasciano riposare coperte da un telo. Prima di servirle si possono spolverare di zucchero a velo o di cacao.

Enjoy!

n.b.

foto trovata su internet tramite google!

Agosto 2014

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Fin da tempi antichissimi, il peperoncino è un condimento molto popolare e presente nella dieta di popolazioni molto diverse e lontanissime tra loro nel tempo e nello spazio, un successo che si spiega non solamente a causa delle sue proprietà organolettiche ma che ha come elementi fondanti le proprietà benefiche di questa bacca sulla salute.

Quattro composti del peperoncino, tra cui i flavonoidi e i capsaicinoidi, hanno un effetto antibatterico, cosicché cibi cotti col peperoncino possano essere conservati relativamente a lungo.

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